5/04/2012

PENSIONE DI VECCHIAIA - INPS

Nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici
Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
A decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia al perfezionamento dei seguenti requisiti.
1 Requisito anagrafico
Per l’accesso alla pensione di vecchiaia è richiesto il possesso dei seguenti requisiti anagrafici:
a)    per le lavoratrici iscritte all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive della medesima:
dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
62 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
62 anni e 3 mesi*
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
63 anni e 9 mesi*
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017
65 anni e 3 mesi**
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2020
66 anni e 3 mesi**
* Requisito adeguato alla speranza di vita per effetto del D.M. 6 dicembre2011, inattuazione dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
**Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
 b)    per le lavoratrici iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335:
dal 1° gennaio 2012 al 31dicembre 2012
63 anni e 6 mesi
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
63 anni e 9 mesi*
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
64 anni e 9 mesi*
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017
65 anni e 9 mesi**
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2020
66 anni e 3 mesi**
* Requisito adeguato alla speranza di vita per effetto del D.M. 6 dicembre2011, inattuazione dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
**Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
c)    per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e per le lavoratrici dipendenti iscritte alle forme esclusive dell'A.G.O. di cui all’art 22-ter, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 e successive modificazioni e integrazioni:
 
dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015
66 anni e 3 mesi*
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020
66 anni e 3 mesi**
* Requisito adeguato alla speranza di vita per effetto del D.M. 6 dicembre2011, inattuazione dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
**Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
d)    per i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335:
dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015
66 anni e 3 mesi*
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020
66 anni e 3 mesi**
* Requisito adeguato alla speranza di vita per effetto del D.M. 6 dicembre2011, inattuazione dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
**Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Nulla è modificato in materia di età anagrafica e di disciplina delle decorrenze per l’accesso alla pensione di vecchiaia per i seguenti soggetti:
- non vedenti (art. 1, comma 6, del d. lgs. n. 503 del 1992; circ. n. 65 del 1995);
- invalidi in misura non inferiore all’80% (art. 1, comma 8, del d. lgs. n. 503 del 1992; circ. 65 del 1995).
2 Requisito contributivo
Il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.
Ai fini del raggiungimento di tale requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato.

 

PENSIONI IN REGIME INTERNAZIONALE Integrazione al trattamento minimo


Il pensionato, titolare di un pro-rata integrato al trattamento minimo (prestazione provvisoria) che diventa titolare di una pensione a carico di un'Istituzione estera, ha diritto ad una quota di integrazione al trattamento minimo solo se la somma delle due pensioni non raggiunge tale importo.

NB: al compimento dell'età pensionabile il titolare di una pensione in regime di convenzione internazionale che alla decorrenza originaria poteva far valere un numero di contributi italiani tali da perfezionare il diritto a pensione di vecchiaia autonoma, manterrà l'integrazione al trattamento minimo anche in caso di concessione di pro-rata estero, sempre che i suoi redditi lo consentano ( Delibera n. 126 del 1° luglio 1988).

INESPORTABILITÀ

(principio valido anche per le pensioni in regime autonomo italiano)

I pensionati, residenti in uno Stato dell'Unione Europea diverso dall'Italia, in uno stato aderente all'Accordo SEE o in Svizzera, non possono beneficiare dell'integrazione al trattamento minimo in base all' applicazione del principio di inesportabilità delle prestazioni non contributive (regolamento CEE n. 1247/92 e regolamento CE n. 883/2004).  

Per quanto concerne l’integrazione al trattamento minimo prevista dalla legislazione italiana, si precisa che essa figura, secondo l’articolo 70 del regolamento CE n. 883/2004, nell’allegato X di detto regolamento, tra le prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo. Poiché il regolamento n. 883/2004 conferma quanto già previsto dalla precedente regolamentazione (regolamento CEE n.1247/92), tali prestazioni sono erogate dallo Stato di residenza, secondo le modalità previste dalla legislazione di tale Stato e sono a carico dello stesso.

Ne consegue che l’integrazione al trattamento minimo – spettante a carico dell’assicurazione italiana in base all’articolo 8 della legge n. 153/69 e successive modifiche, tenendo conto dell’importo della o delle pensioni estere - deve essere concessa, sussistendone i requisiti, esclusivamente al pensionato che sia residente in Italia.

Inoltre in base al regolamento CE n.647/2005 (circ. 10 del 30/01/2006) a decorrere dal 1 giugno 2005 non è più possibile attribuire il diritto alle maggiorazioni sociali previste dalla l. 544 del 29/12/1988 e successive modifiche, ai soggetti residenti sul territorio di uno degli Stati dell'UE diversi dall'Italia.

Si evidenzia che con l’applicazione dei nuovi regolamenti comunitari alla Svizzera e ai Paesi SEE, la maggiorazione sociale è divenuta inesportabile anche in tali Stati a decorrere dal 1° aprile 2012 per la Svizzera e dal 1° giugno 2012 per i Paesi SEE (circ. n. 111 del 14.09.2012)

In sintesi in Italia le prestazioni a carattere non contributivo a carico dello Stato di residenza sulla base del regolamento CE n. 883/2004 (allegato X) sono le seguenti:

a) pensioni sociali per persone sprovviste di reddito (legge n. 153 del 30 aprile 1969);
b) pensioni, assegni e indennità ai mutilati e invalidi civili (leggi n. 118 del 30 marzo 1974, n. 18 dell'11 febbraio 1980 e n. 508 del 23 novembre 1988);
c) pensioni e indennità ai sordomuti (leggi n. 381 del 26 maggio 1970 e n. 508 del 23 novembre 1988);
d) pensioni e indennità ai ciechi civili (leggi n. 382 del 27 maggio 1970 e n. 508 del 23 novembre 1988);
e) integrazione delle pensioni al trattamento minimo (leggi n. 218 del 4 aprile 1952, n. 638 dell'11 novembre 1983 e n. 407 del 29 dicembre 1990);
f) integrazione dell'assegno d'invalidità (legge n. 222 del 12 giugno 1984);
g) assegno sociale (legge n. 335 dell'8 agosto 1995);
h) maggiorazione sociale (articolo 1, commi 1 e 12 della legge n. 544 del 29 dicembre1988 e successive modifiche).